Home

2012
01.20

8 Novembre 2011

La Cincia onlus

Volantino: http://www.lacincia.it/info_panleuco.php

Quanti ne uccidono le coccole…

e il pressapochismo?

Riportiamo questo accorato appello da parte dell’associazione La Cincia onlus, una associazione della provincia di Torino per la tutela dei gatti.
Si’, il titolo e’ provocatorio, ma siamo davvero stufi di sentire di casi di panleucopenia, più nota come “gastroenterite infettiva”, che potrebbero essere evitati se solo si adottassero banali misure di prevenzione. Abbiamo fatto un volantino con la consulenza scientifica dei nostri veterinari (Stefano Bo e Paola Cavana che qualche “titolo” in materia ce l’hanno…) dove in due paginette abbiamo messo, in un linguaggio semplice, tutte le cose piu’ importanti che bisogna sapere su questa terribile malattia, e in particolare sulla prevenzione che e’ la piu’ importante di tutte.

Cosa ci vuole a tenere i gattini in una gabbia per 2 settimane e non farli scorrazzare per una stanza? Cosa ci vuole a usare ciotole e lettiere monouso, a non maneggiarli se non con i guanti (anch’essi monouso).

Cosa ci vuole a non mischiare cucciolate diverse? QUESTE SONO NORME ELEMENTARI, ECONOMICHE, che TUTTI possono seguire … se solo lo si vuole e se si entra nell’ottica che per occuparsi di gatti non bastano tante coccole e buone intenzioni.

Cosa volete che possa fare anche la migliore delle cliniche quando gli portate uno straccetto di due o tre mesi, che vomita e caga sangue? Se ne salva uno su dieci e forse anche meno. Piangere – dopo – non serve a niente. Lo sapete voi e lo so benissimo io.

Se in uno stallo c’e’ stato un gatto con la panleucopenia, quel posto e’ ”bruciato” per almeno un anno, e se in quella casa ci sono dei gatti, specialmente giovani e non vaccinati sono a rischio pure loro.

Lo so benissimo che e’ brutto, straziante tenere chiuso un gattino in una conigliera: ma mettiamoci in testa che quello e’ l’unico modo per salvargli la vita. Perche’ LA PANLEUCOPENIA UCCIDE.

La panleucopenia e’ il peggior nemico (mortale) dei gattini, anche se non e’ l’unico. I gattini dovrebbero essere svermati, spulciati, testati e trattati per le micosi, e sono consapevole che non sempre e’ possibile fare tutto al meglio. Ma fare il possibile, almeno per le patologie piu’ gravi, bisogna farlo: e’ NOSTRO DOVERE.

Bisogna cambiare mentalita’. Bisogna mettersi in testa che occuparsi di gatti non vuol dire solo dargli da mangiare e tante coccole, e nemmeno non vuol dire solo sterilizzare.I primi veterinari dei nostri gatti siamo noi e non puo’ che essere cosi’. A noi spetta di non esporli a rischi evitabili, siano essi di contagio o altro; a noi spetta di individuare i sintomi il piu’ presto possibile. Noi abbiamo il DOVERE DI INFORMARCI, da fonti attendibili, ed agire di conseguenza.

Non e’ accettabile che ci siano posti in cui si faccia il “test FIP” (*) (che indica solo la presenza del coronavirus che vuol dire poco o nulla) perche’ lo si e’ sentito da qualche parte, o che ci si preoccupi eccessivamente della FIV e non di cose ben piu’ serie quali la panleucopenia o perche’ no delle profilassi di base.Dobbiamo studiare, imparare a “lavorare bene” perche’ solo cosi’ possiamo davvero fare il loro bene.

Ognuno di noi ha fatto degli sbagli, ognuno di noi ne ha tanti sulla coscienza: perche’ non ce l’ha fatta, per leggerezza, pressapochismo o ignoranza. Chi scrive ha una lunga lista a cui chiedere perdono… Pero’ questo non dev’essere una sorta di consolazione, ma uno stimolo a fare meglio.

Facciamo in modo, tutti, di dover piangere di meno e salvarne di piu’…

Valter Fiore

Note:
(*) il cosiddetto “test FIP” e’ un test che rivela la presenza di un coronavirus che, come spiegato qui non ha alcun valore diagnostico o predittivo di FIP: http://www.lacincia.it/fip.php
 

Comunicato stampa LAV 19 ottobre 2011

VIVISEZIONE

EMENDAMENTO SU RECEPIMENTO LEGGE COMUNITARIA

Primo importante passo per ribaltare

i nefasti effetti della Direttiva UE 2010/63

e garantire l’implementazione dei metodi alternativi ai test su animali 

Un primo importante passo per ribaltare i nefasti effetti della direttiva europea 2010/63 sulla vivisezione che, poco più di un anno fa, aveva visto gran parte della politica italiana schierarsi a favore di un recepimento restrittivo della normativa comunitaria. Un emendamento che se, come speriamo, sarà difeso anche nei successivi passaggi da parlamentari e Governo, salverà la vita a decine di migliaia di animali e finalmente garantirà l’implementazione dei metodi alternativi alla sperimentazione animale, a tutto vantaggio di una ricerca utile ed eticamente accettabile. Ecco l’articolo aggiuntivo:

XII Commissione Affari Sociali – Mercoledì 19 ottobre 2011
Legge comunitaria 2011. C. 4623 Governo.

Dopo l’articolo 3, inserire il seguente:
Art. 3-bis.
(Princìpi e criteri direttivi per l’attuazione della direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 settembre 2010 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici).
1. Il Governo è tenuto a seguire, oltre ai principi e criteri direttivi di cui all’articolo 2 della presente legge, in quanto compatibili, anche i seguenti principi e criteri direttivi:
a) garantire l’implementazione di metodi alternativi all’uso di animali a fini scientifici, destinando all’uopo congrui finanziamenti; formare personale esperto nella sostituzione degli animali con metodi in vitro, nel miglioramento delle condizioni sperimentali (principio delle 3R), anche tramite corsi di approfondimento all’interno di Centri di ricerca e Università integrandone il piano di studi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Inoltre, assicurare l’osservazione e applicazione del principio delle 3R grazie alla presenza di un esperto in metodi alternativi e di un biostatistico all’interno di ogni Organismo preposto al benessere degli animali e del Comitato nazionale per la protezione degli animali usati a fini scientifici;
b) vietare l’utilizzo di scimmie antropomorfe, cani, gatti e specie in via d’estinzione a meno che non risulti obbligatorio da legislazioni o da farmacopee nazionali o internazionali o non si tratti di ricerche finalizzate alla salute dell’uomo o delle specie coinvolte, condotte in conformità ai principi della direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, previa autorizzazione del Ministero della salute, sentito il Consiglio superiore di sanità;
c) vietare l’allevamento di primati, cani e gatti destinati alla sperimentazione di cui alla lettera b) su tutto il territorio nazionale;
d) assicurare una misura normativa sufficientemente cautelare nei confronti degli animali geneticamente modificati, tenendo conto della valutazione del rapporto tra danno e beneficio, dell’effettiva necessità della manipolazione, del possibile impatto che potrebbe avere sul benessere degli animali e valutando i potenziali rischi per la salute umana, animale e l’ambiente;
e) vietare l’utilizzo di animali negli ambiti sperimentali di esercitazioni didattiche, ad eccezione dell’alta formazione dei medici e dei veterinari, ed esperimenti bellici;
f) vietare gli esperimenti che non prevedono anestesia o analgesia, qualora provochino dolore all’animale;
g) assicurare un sistema ispettivo che garantisca il benessere degli animali da laboratorio, adeguatamente documentato e verificabile, al fine di promuovere la trasparenza, con un numero minimo di due ispezioni all’anno di cui una effettuata senza preavviso;
h) predisporre una banca dati telematica per la raccolta di tutti i dati relativi all’utilizzo degli animali in progetti per fini scientifici o tecnologici e dei metodi alternativi;
i) definire un quadro sanzionatorio appropriato in modo da risultare effettivo, proporzionato e dissuasivo.
3. 01.(ulteriore nuova formulazione) Ceccacci Rubino, Giammanco, Mancuso, Frassinetti, Repetti, Mannucci, Catanoso.
(approvato)

Ufficio Stampa LAV tel. 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it

LAC – 18 Ottobre 2011

GUARDA IL VIDEO

Il Tar Veneto blocca la caccia in deroga

La LAC: «Finalmente viene fatta giustizia»

VENEZIA - Il presidente del Tar Veneto ha bloccato fino al 19 ottobre la delibera regionale sulla caccia in deroga approvata a settembre dalla giunta Zaia: lo rende noto il presidente della Lac (Lega per l’abolizione della caccia), l’eurodeputato Andrea Zanoni, spiegando che «il presidente del Tar Vincenzo Borea con decreto n. 810/2011 ha sospeso la delibera regionale n.1506 sulla caccia in deroga a specie protette accogliendo il ricorso della Lac».

«La delibera approvata il 20 settembre scorso dalla Giunta Zaia – aggiunge – viene quindi sospesa fino al 19 ottobre, quando il collegio del Tar si riunirà per prendere la decisione finale». Per la Lac, è «un preludio alla bocciatura della delibera Zaia, finalmente viene fatta giustizia». «La domanda cautelare proposta – si legge nel decreto del Tar reso noto dalla Lac – deve essere più approfonditamente esaminata tenuto anche conto che sulla questione dei limiti della caccia in deroga in Veneto si sta pronunciando la Corte Costituzionale». Zanoni punta il dito contro l’assessore Daniele Stival, «responsabile insieme a Luca Zaia di questa delibera illegittima: a pagare le multe che l’Ue rischia di infliggere all’Italia siano loro due, i responsabili della caccia in deroga in Veneto, non è giusto che a pagare siano i cittadini».

Verona Mercoledì 12 Ottobre 2011 

 Sterilizzazione dei gatti di proprietà.
Il Comune di Verona offre contributi.


I gatti sono animali liberi e indipendenti. Grandi girovaghi, per assecondare la loro natura vengono spesso lasciati liberi sul territorio dai proprietari, che scelgono di non tenerli “rinchiusi” negli stretti spazi di un appartamento.

Purtroppo questo può portare alla proliferazione e all’incremento incontrollato dei gatti randagi.

L’Azienda ULSS 20 di Verona si occupa della sterilizzazione dei gatti liberi, controllando e contenendo così le colonie feline, protette e tutelate dal Comune di Verona ai sensi della Legge 281/91 e della Legge Regionale 60/93. Per i gatti di proprietà parte invece il 17 ottobre 2011 la campagna di sensibilizzazione, promossa dall’Assessorato all’Ecologia e Ambiente. Presentando al Comune di Verona una regolare fattura per un servizio di sterilizzazione realizzato nell’ambulatorio del canile municipale o di qualsiasi medico veterinario, effettuato a partire dal 17 ottobre, sarà possibile avere un rimborso di € 30, indipendentemente dall’importo complessivo dell’intervento effettuato. I contributi sono destinati ai proprietari di gatti che ne faranno richiesta, fino all’esaurimento dell’importo stanziato di € 3.000,00.

Ricordiamo che, secondo l’art. 13 comma 2 del Regolamento Comunale per la Tutela degli Animali, “nel caso di gatti che vengano lasciati liberi di uscire dall’abitazione e di vagare liberamente sul territorio, è fatto obbligo ai proprietari e/o possessori di provvedere alla loro sterilizzazione“.

A chi interessa:
A tutti i proprietari e/o possessori di gatti residenti nel comune di Verona, fino all’esaurimento dell’importo stanziato di € 3.000,00.

Come fare:
Per ottenere il contributo è necessario scaricare e compilare il modulo ed a
llegare una copia della fatturaI documenti possono essere inviati via fax al n. 045 8078004488, mail ad ambiente@comune.verona.it, oppure consegnati a mano presso gli uffici del Coordinamento Ambiente in Via Pallone, 9 Verona.

Informazioni e Contatti:
Comune di Verona, Coordinamento Ambiente Ufficio Tutela e Affari degli Animali
Web: comune.verona.it
Tel. 045 8077402
Mail: ambiente@comune.verona.it

 Free4Animals – Verona 22 Settembre 2011

APPELLO


AGGIORNAMENTO: Il 12 settembre 2011 questa gattina di 10 mesi, di colore tigrato argento è stata investita in tangeziale (zona Verona santa Lucia) E’ stata immediatamente soccorsa da una ragazza che passava su quella strada per andare al lavoro e l’ha vista in difficoltà. Purtroppo in Italia non c’è un sistema sanaitario che garantisce le cure dei gatti randagi che abbisognino di cure quindi ci si deve arrangiare!!!. La gattina è stata operata immediatamente, grazie alla solidarietà di molte persone sensibili alla sofferenza animale, sono stati raccolti quasi tutti i soldi (attraverso donazioni on line) necessari per sostenere le spese dell’intervento ortopedico per sistemare il femore rotto della gattina (frattura dell’epifisi femorale). Ora la gattina Clio sta bene, corre e si muove con disinvoltura (ha solo delle difficoltà nel saltare). E’ una gattina molto affettuosa, domestica e curiosa. E’ abituata a convivere con altri felini ed i cani non la disturbano per niente. Cerchiamo per lei un’adozione sicura e tanta fortuna. La gattina Clio è già stata sterilizzataPer adozioni o informazioni telefonare a Elisa:  347 4698618

Per chi volesse ancora contribuire
può farlo tramite Paypal
cliccando sul bottone Donazione
e mettendo come causale “Donazione per operazione gatta femore fratturato” o una cosa del genere.
Se non avete Paypal potete contattare via mail Elisa elisa@free4animals.com

Grazie
Free4Animals
 

22 Settembre 2011
Comunicato LAC
 

 Caccia in deroga in Lombardia
Zanoni chiede intervento della Commissione europea

Andrea Zanoni (IdV) presenta un’interrogazione parlamentare alla Commissione Europea
affinché intervenga a fermare la caccia in deroga in Lombardia
ed a far rispettare le sentenze  della Corte di Giustizia Ue 

La Commissione europea intervenga urgentemente a fermare la caccia in deroga a specie protette approvata dalla regione Lombardia facendo ricorso alla Corte di Giustizia Ue”. Lo chiede in un’interrogazione parlamentare Andrea Zanoni, neo Europarlamentare IdV e Presidente della Lega per l´Abolizione Caccia del Veneto. “La Commissione intraprenda tutte le azioni necessarie per costringere la Regione Lombardia al rispetto delle precedenti sentenze della Corte di giustizia Ue contro la caccia in deroga compresa la possibilità di sanzioni pecuniarie”.

La Commissione ha già aperto una procedura d’infrazione sulla caccia in deroga che ha sospeso una precedente legge regionale della Lombardia nel dicembre 2009 e in seguito condannato l’Italia nel luglio 2010. La Corte Costituzionale italiana ha sancito per ben quattro volte l’incostituzionalità delle leggi lombarde dal 2008 al 2010, senza purtroppo riuscire a emettere le proprie sentenze in tempo utile per evitare l’abbattimento delle specie protette.

Sotto accusa la Legge Regionale della Lombardia n. 13 del 4 agosto 2011 che consente, in via ordinaria e senza alcuna possibilità di controllo, la caccia in deroga a specie protette (fringuelli, storni, peppole, pispole, frosoni) per i prossimi quattro mesi.

Trovo vergognoso che gli amministratori lombardi, invece di pensare ai veri bisogni dei cittadini, continuino accanitamente ad approvare norme riconosciute illegittime in Europa e sotto dettatura della lobby venatoria più ingorda ed estremista”, conclude Zanoni.

ANSA – Strasburgo
Martedì 19 Aprile 2011

STOP SOFFERENZE ANIMALI COMPAGNIA
RATIFICA CONVENZIONE
ITALIA SI ADEGUA A REGOLE STRASBURGO
NIENTE TAGLI CODA ESTETICI

Stop al taglio di code e orecchie o a qualsiasi altro intervento sugli animali da compagnia, realizzato per pura estetica. E’ quanto impone la Convenzione europea per la protezione deglianimali elaborata dal Consiglio d’Europa che oggi l’Italia ha ratificato.


L’articolo 10 della Convenzione, entrata in vigore nel 1992, e già adottata da altri 21 Stati membri del Consiglio d’Europa, prevede esplicitamente il divieto di qualsiasi modifica per fini estetici dell’aspetto fisico degli animali da compagnia attraverso operazioni come il taglio della coda o delle orecchie, ma vieta anche l’asportazione di denti e unghie o il taglio delle corde vocali.
Le sole eccezioni previste a questo divieto assoluto riguardano i casi in cui un veterinario consideri l’intervento necessario o dettato da ragioni di medicina veterinaria e comunque nell’interesse dell’animale. Vanno bene anche gli interventi che servono a impedire la riproduzione.

La Convenzione impone inoltre il divieto di vendere animali da compagnia ai minori di sedici anni, senza un esplicito consenso dei genitori. Nel testo è contenuto anche un invito a scoraggiare il dono di questi animali ai bambini senza il consenso dei genitori, oltre che a evitarne l’uso come premi, omaggi o ricompense.

Le regole di Strasburgo dettano precise indicazioni sui comportamenti che i proprietari di animali domestici devono tenere per assicurarne il benessere e la salute, vietando tra l’altro esplicitamente l’abbandono e ogni atto che che possa causare alla bestiola dolore, sofferenza o angoscia.Norme rigide sono dettate per chi alleva, addestra o commercializza animali da compagnia. Per quanto riguarda l’addestramento, l’articolo 7 della Convenzione prevede che “nessun animale da compagnia deve essere addestrato con metodi che possono danneggiare la sua salute ed il suo benessere, in particolare costringendo l’animale ad oltrepassare le sue capacità o forza naturale, o utilizzando mezzi artificiali che causano ferite o dolori, sofferenze ed angosce inutili”.

Non si possono utilizzare gli animali da compagnia per pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni o manifestazioni analoghe se la loro salute o il loro benessere è messo a repentaglio. Infine, nel testo vengono stilate una serie di regole da seguire quando si deve sopprimere l’animale da compagnia oltre che per ridurre il numero dei randagi. (ANSA)

Comunicato A.L.F. 02 Febbraio 2010

27/01/2011 – CAMPO SAN MARTINO (PD)

Comunicato A.L.F.

“Nella notte del 24 gennaio 2011 la nostra cellula ha fatto visita al più grande allevamento di cincillà (ed uno dei pochi presenti) in Italia: l’allevamento Pegoraro Cincillà di Pegoraro Franco a Campo San Martino (PD).
All’interno di un capannone nel giardino di casa della famiglia Pegoraro, centinaia di cincillà sono allevati in gabbie di rete metallica per essere uccisi, scuoiati e trasformati in pellicce. Questo allevamento si occupa inoltre della concia delle pelli e della vendita diretta.

Dai primi sopralluoghi avevamo capito che per introdurci nel capannone sarebbe stato necessario entrare da una finestra a circa 4 metri di altezza, creandoci un varco tra le sbarre ed il plexiglas che ci separavano dagli animali. Essendo la distanza tra le sbarre abbastanza grande da farci passare i nostri corpi ed una scala, la notte dell’azione restava l’arduo compito di trovare un modo per tagliare la finestra di plexiglas facendo il minor rumore possibile, essendo l’allevamento posizionato in una zona residenziale ad una ventina di metri dalla casa del proprietario e dalle abitazioni di altri vicini. Per circa un’ora e mezza, accovacciati su una tettoia di lamiera sotto la finestra, abbiamo tagliato una porzione di plexiglas, scaldando una lama con l’aiuto di un cannello a gas per fondere la plastica e rendere il taglio meno rumoroso. A taglio completato, trattenendo il respiro, abbiamo dato l’ultimo strattone al pezzo di plexiglas, che con un forte scricchiolio si è staccato: guardando giù dalla finestra all’interno dell’edificio, 4 lunghi corridoi di gabbie, ognuno costituito da tre file di gabbie impilate una sull’altra.

Dopo aver aspettato un minuto per essere sicuri di non aver svegliato nessuno, abbiamo infilato una scala nel piccolo varco che ci eravamo ritagliati e due di noi sono scesi nel capannone.
All’interno l’allevamento era tenuto malissimo, molto sporco e l’odore delle deiezioni degli animali soffocante. Molti dei cincillà avevano un collare che impediva loro in tale situazione di stress di strapparsi a morsi il prezioso pelo. Una volta tolti questi collari a molti di loro rimanevano ferite sul collo.

A causa del ritardo accumulato durante il taglio della finestra, abbiamo dovuto agire il più in fretta possibile. Aprire le gabbie, riempire le borse di animali, arrampicarsi sulla scala, passare una borsa dalla finestra a chi stava fuori sulla tettoia, e mettere in salvo gli animali. E poi di nuovo tutto da capo, senza fermarsi un secondo. Abbiamo inoltre scelto esclusivamente animali di sesso femminile, per facilitare la loro futura vita in comunità, evitare riproduzioni e rovinare le linee genealogiche delle fattrici che Pegoraro ha creato in troppi anni di attività.
In circa mezz’ora abbiamo salvato 53 cincillà, caricati sul nostro mezzo e portati ad una nuova vita, dove non sono più costretti a riprodursi e non saranno scuoiati per una inutile e sanguinosa moda. Prima di andarcene abbiamo anche lasciato una scritta firmata ALF sul muro esterno dell’allevamento.”

Dedichiamo questa liberazione a tutti coloro i quali hanno deciso di agire in prima persona, senza delegare e attendere un cambiamento dall’alto che non verrà mai. Quello per cui lottiamo è un radicale stravolgimento di questo sistema, lo smantellamento dell’antropocentrismo e il crollo della civilizzazione. Le scelte di vita, le azioni, le proteste, possono essere strade per arrivare al mondo liberato che abbiamo nel nostro cuore, contrastando il mondo nel quale ci troviamo a vivere tra strazianti urla di dolore, gabbie, sfruttamento ed oppressione. Non accettiamo l’idea specista per la quale gli animali sono oggetti per il nostro consumo (pellicce e vestiario, cibo, divertimento, ricerca) e siamo pronti a rischiare la nostra libertà per abbattere lo sfruttamento e la prigionia e portare in salvo quelli che consideriamo degli individui.

Nessun compromesso per la liberazione animale!
Animal Liberation Front

Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà - E. Zola